3.03.18 h.17.30 “Il coraggio della gioia” di Eugenio Guarini

3.03.18 h.17.30 “Il coraggio della gioia” di Eugenio Guarini

Sabato 3 marzo ore 17.30 inaugura

“Il coraggio della gioia” [ 3 marzo  – 08 aprile ]

personale di Eugenio Guarini

Visite ogni martedì dalle 15 alle 19, altri giorni su appuntamento.

 

Come bambini noi tutti desideriamo che la vita sia gioia.
Ma ci hanno insegnato a guardare il mondo con occhi “realisti”. E allora le brutte notizie ci si rovesciano addosso. Basta il telegiornale a confermarlo. E, oltre le cattive notizie, la malattia e la morte. Non ce n’è abbastanza per ritenere incoscienza la gioia di vivere?
E invece ho deciso che la fede è meglio della disperazione e che non ho voluto né voglio accettare il “realismo” di cui sopra come la parola definitiva.
Ho dato la mia fiducia al desiderio del bambino che c’è in me, ho creduto che il desiderio di gioia sia una promessa destinata a realizzarsi. Il Coraggio della Gioia è tutto qui.
È una sorta di follia, perché la ragione sembra lavorare per la disperazione. Però ho sperimentato che questa follia trasforma l’esistenza quotidiana. Piccoli grandi miracoli avvengono nel proprio itinerario, giorno per giorno. Aiuta a cogliere opportunità che il realismo non vede o trascura. Aiuta a scoprire dentro di me risorse straordinarie. Sviluppa un’interiorità che sa reggere alla fatica di vivere con una leggerezza sorprendente. Crea perfino, attorno a me, un mondo nuovo, diverso.
Illusione?
Meglio essere ottimisti e sbagliarsi che essere pessimisti e avere ragione!
Tutto questo cerco di dirlo anche senza parole, nei miei quadri.
Eugenio Guarini

 

Eugenio Guarini studia a Torino Roma e Milano. Si laurea in Filosofia, per trentanni fa il professore nei Licei nella Provincia di Torino. Si appassiona allo stare con i giovani e del pensare filosofico. E alla parola. La capacità che ha la parola di mettere in chiaro. Di far vedere alla mente. Consapevole però che per molte forme di conoscenza non abbiamo ancora abbastanza parole.
Alla fine degli anni Ottanta scopre la cultura della creatività e ne segue il richiamo. Trova un mondo dove esprimere meglio la sua essenza, modalità di pensiero e di sentire che allargano l’intraprendenza e la passione.
Lascia la scuola nel 97 e decide di impegnarsi nella pittura. Modalità espressiva che gli riesce spontanea anche se non ha una scuola d’arte alle spalle. I colori e le pennellate consentono un’immediatezza non filtrata da categorie concettuali. Viene così a conoscere ed accettare parti di se che non aveva ancora trovato accedendo alla consapevolezza. L’urgenza di avviare una comunicazione nuova tra uomini e donne. Colpito dalla ricchezza e dallo spessore della consapevolezza femminile.
Cerca canali espositivi consoni alla sua vocazione, lontana dal mondo ufficiale dell’arte, e scopre il suo pubblico: giovani, per lo più trentenni, alla ricerca di nuove energie e di stili di vita creativi, intraprendenti, coraggiosi e portatori di esigenze di vitalità. Giovani che lavorano attivamente per sottrarsi ai condizionamenti delle abitudini e delle regole del gioco stabilite, incontrando se stessi ed espandendo la propria umanità.
Si crea una sorta di comunità a maglie larghe di affini e nel maggio del 2002 apre una newsletter per rimanere in contatto con questi amici, per sostenere la ricerca e la sfida. Poi arriva il blog , sviluppo fisiologico di quella newsletter.
Convinto che il meglio sia vivere nella fedeltà a se stessi, facendo quello che si ama e nel modo in cui lo si ama. Crede sia possibile.
 

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